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Infertilità Maschile, Infertilità di Coppia

L’infertilità maschile rappresenta una condizione clinica di grande rilevanza medica e sociale. Si stima che circa il 15% delle coppie non riesca a ottenere una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti non protetti e che nel 40–50% dei casi il fattore maschile sia coinvolto in modo esclusivo o associato. Rivolgersi a un Urologo e Andrologo consente una valutazione specialistica completa e mirata, fondamentale per una diagnosi corretta e un trattamento efficace.

Definizione e classificazione dell’infertilità maschile

Per infertilità maschile si intende l’incapacità dell’uomo di indurre una gravidanza in una partner fertile dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti.

Classificazione eziopatogenetica

L’infertilità maschile può essere suddivisa in:

🔹 Infertilità pre-testicolare

Dovuta a un’alterazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, con deficit di stimolazione ormonale testicolare:

  • ipogonadismo ipogonadotropo

  • deficit congeniti o acquisiti di gonadotropine

  • iperprolattinemia

🔹 Infertilità testicolare

Causata da un danno diretto al testicolo:

  • varicocele

  • criptorchidismo

  • orchiti (es. parotite)

  • tossicità da farmaci, chemioterapia, radiazioni

  • cause genetiche

🔹 Infertilità post-testicolare

Legata a problemi di trasporto o eiaculazione:

  • ostruzioni dei dotti deferenti

  • eiaculazione retrograda

  • disfunzioni eiaculatorie

Epidemiologia

Negli ultimi decenni si osserva un progressivo peggioramento dei parametri seminali nella popolazione maschile, soprattutto nei Paesi industrializzati. Fattori ambientali, stili di vita scorretti e aumento dell’età riproduttiva maschile contribuiscono all’incremento dei casi di infertilità.

Tra i principali fattori di rischio:

  • fumo di sigaretta

  • obesità e sindrome metabolica

  • stress cronico

  • esposizione a interferenti endocrini

  • inquinamento

Una valutazione precoce da parte di un Urologo e Andrologo consente spesso di correggere questi fattori prima che il danno diventi irreversibile.

Diagnosi dell’infertilità maschile

La diagnosi è multifattoriale e non può basarsi esclusivamente sullo spermiogramma. Deve includere anamnesi, esame obiettivo, esami di laboratorio, valutazione strumentale e test avanzati.

🔍 Anamnesi ed esame clinico

Valutazione di:

  • sviluppo puberale

  • patologie pregresse

  • infezioni genitali

  • interventi chirurgici

  • esposizione a tossici

  • fertilità pregressa

Esame obiettivo:

  • volume testicolare

  • presenza di varicocele

  • caratteristiche dell’epididimo

  • segni di ipogonadismo

Spermiogramma: esame chiave nella diagnosi dell’infertilità maschile

Lo spermiogramma rappresenta il cardine della valutazione dell’infertilità maschile ed è sempre il primo esame richiesto da un Urologo e Andrologo Brescia e Bergamo nel percorso diagnostico della coppia infertile.

È fondamentale sottolineare che un singolo spermiogramma non è mai sufficiente: l’esame va eseguito almeno due volte, a distanza di 2–3 mesi, poiché la spermatogenesi è un processo dinamico.


🔬 Come si esegue correttamente lo spermiogramma

Per ottenere risultati attendibili:

  • astinenza sessuale 2–7 giorni

  • raccolta per masturbazione

  • campione consegnato entro 60 minuti

  • analisi secondo criteri WHO


Parametri valutati nello spermiogramma

🔹 Volume del liquido seminale

  • Valore normale: ≥ 1,4 ml

  • Volume ridotto (ipospermia) può indicare:

    • ostruzione delle vie seminali

    • deficit delle ghiandole accessorie

    • eiaculazione retrograda


🔹 Concentrazione spermatica

Indica il numero di spermatozoi per millilitro.

  • Valore normale: ≥ 16 milioni/ml

  • Alterazioni:

    • Oligozoospermia: riduzione della concentrazione

    • Azoospermia: assenza di spermatozoi


🔹 Conta totale degli spermatozoi

Parametro prognostico molto importante.

  • Valore normale: ≥ 39 milioni per eiaculato

  • Conta totale ridotta → minore probabilità di concepimento spontaneo


🔹 Motilità spermatica

Valuta la capacità degli spermatozoi di muoversi efficacemente.

  • Motilità totale ≥ 42%

  • Motilità progressiva ≥ 30%

Riduzioni indicano:

  • Astenozoospermia

  • stress ossidativo

  • infezioni genitali

  • varicocele


🔹 Morfologia spermatica

Valuta la percentuale di spermatozoi con forma normale.

  • Valore normale: ≥ 4% (criteri stretti)

  • Alterazione: Teratozoospermia

La morfologia è fortemente influenzata da:

  • stress ossidativo

  • fattori ambientali

  • alterazioni genetiche


🔹 Vitalità

Indica la percentuale di spermatozoi vivi.

  • Valore normale: ≥ 54%

  • Utile per distinguere tra immobilità e necrosi spermatica


🔹 pH del liquido seminale

  • Valore normale: 7,2–8,0

  • pH alterato può suggerire:

    • infezioni

    • ostruzioni delle vescicole seminali


Alterazioni combinate dello spermiogramma

Spesso i parametri non sono isolati:

  • OAT syndrome
    (oligo-asteno-teratozoospermia)

  • quadro tipico di infertilità maschile multifattoriale

In questi casi, lo spermiogramma non basta e devono essere eseguiti test di secondo livello.


Limiti dello spermiogramma

Un punto fondamentale da spiegare al paziente:

Uno spermiogramma normale non garantisce la fertilità
Uno spermiogramma alterato non esclude il concepimento

Per questo motivo il ruolo dello Urologo e Andrologo Brescia e Bergamo è interpretare i dati nel contesto clinico complessivo.


Integrazione con test avanzati

Lo spermiogramma deve essere integrato con:

  • Indice di frammentazione del DNA spermatico

  • MAR test

  • valutazione dello stress ossidativo

  • profilo ormonale

Solo così si ottiene una diagnosi reale, non solo numerica.

🧬 Esami ormonali

  • FSH

  • LH

  • Testosterone totale

  • Prolattina


Stress ossidativo e infertilità maschile

Lo stress ossidativo è uno dei principali meccanismi patogenetici dell’infertilità maschile. I radicali liberi dell’ossigeno (ROS) danneggiano:

  • Membrane spermatiche

  • Motilità

  • DNA spermatico

Cause frequenti:

  • Varicocele

  • Fumo

  • Obesità

  • Infezioni

  • Stress cronico

Test disponibili:

  • ORP (Oxidation Reduction Potential)

  • ROS test

  • frammentazione del DNA


Terapia dell’infertilità maschile

La terapia deve essere personalizzata, basata sulla causa e impostata da uno Urologo e Andrologo Brescia e Bergamo.


Terapia con gonadotropine: hCG e FSH

🔹 hCG

L’hCG stimola le cellule di Leydig a produrre testosterone intratesticolare, indispensabile per la spermatogenesi.

Indicazioni:

  • ipogonadismo ipogonadotropo

  • infertilità secondaria

  • soppressione da testosterone esogeno

Schema tipico:

  • 1.500–2.500 UI 2–3 volte/settimana


🔹 FSH

Il FSH stimola direttamente le cellule del Sertoli.

Indicazioni:

  • risposta incompleta a hCG

  • oligozoospermia severa

  • deficit di spermatogenesi

Schema:

  • 75–150 UI 3 volte/settimana, spesso in associazione a hCG

⏱️ I risultati richiedono 3–6 mesi.


Conclusioni

L’infertilità maschile richiede competenze specialistiche avanzate. Una diagnosi accurata e una terapia mirata, inclusa l’utilizzazione appropriata di hCG e FSH, permettono oggi di ottenere risultati concreti anche in quadri complessi.

Rivolgersi a uno Urologo e Andrologo Brescia e Bergamo significa affidarsi a un percorso diagnostico-terapeutico completo, scientificamente fondato e personalizzato.