Urologo e Andrologo  a Brescia e Bergamo

Prostatite

CLASSIFICAZIONE ATTUALE DELLE PROSTATITI

Le prostatiti sono attualmente classificate in questo modo:

I. Prostatiti battericheacute
II.Prostatiti batteriche croniche
IIIA.Prostatite Cronica/Dolore Pelvico Cronico Infiammatorio
IIIB.Prostatite Cronica/Dolore Pelvico Cronico Non infiammatorio
IV. Prostatite Asintomatica Infiammatoria

I. Prostatite batterica acuta:

La prostatite batterica acuta si manifesta come un’infezione delle vie urinarie, ma con febbre. Più del 90%dei pazienti con questa patologia present un’innalzamento del PSA e del volume prostatico.
Il paziente con questa patologia generalmente presenta urgenza e disuria.
Il più importante agente eziologico che causa la prostatite acuta è L’ Escherichia Coli che risulta implicato nel 65%-80% dei casi.
Altri possibili agenti causativi possono essere Pseudomonas aeuriginosa, Proteus Mirabilis, Klebsiella, Serratia.
Anche Enterococco e Neisseria Gonorrhoeae possono essere considerati agenti eziologici nell’uomo giovane sessualmente attivo.
E’ molto importante trattare al massimo una prostatite acuta batterica per evitare la progressione verso prostatiti di categoria superiore.

II. Prostatiti Croniche Batteriche

La prostatite cronica batterica è caratterizzata da infezioni ricorrenti dal basso apparato urinario dovute allo stesso organismo.
I sintomi di disuria e dolore rispondono generalmente a terapia antibiotica e a differenza della terza categoria questi pazienti tra un episodio e l’altro sono asintomatici.
I batteri maggiormente coinvolti sono E. Coli, Pseudomonas, Proteus, Klebsiella e Enterobacter spp.
Il ruolo della  chlamydia è invece controverso.
Cio è legato al fatto che i campioni di tessuto asportati durante TURP hanno rilevato la presenza di Chlamydia dal 3 al 30% dei casi.

Il trattamento prevede l’utilizzo di  fluorchinolonici per molti giorni sia per lo spettro di batteri che sono in grado di eliminare sia per la capacità che h anno di penetrazione all’interno della prostata.
Quando il trattamento fallisce il paziente può effettuare una terapia antibiotica giornaliera targettizzata su un batterio rilevato a precedente urinocoltura.
La terapia antibiotica può durare fino a 6 mesi, cercando di titolare la dose minima necessaria e sufficiente.
Se non ci fosse risposta nemmeno alla terapia antibiotica giornaliera allora può essere data indicazione all’intervento di TURP (resezione prostatica endoscopica) che da buoni risultati solo dal 52 al 67% dei casi.

 

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