Urologo a Brescia e Bergamo

Il Laser nella chirurgia della prostata

29 settembre, 2016 / Scritto da: dott. Alberto Gritti / Categoria: Senza categoria

Il laser è uno strumento che emette luce attraverso l’amplificazione ottica.

Attualmente per la chirurgia della prostata esistono vari tipi di laser:

Prenderemo in considerazione soltanto il laser a Olmio e il Green Laser (Laser verde).

L’ipertrofia prostatica benigna in particolare è quella che può beneficiare maggiormente di questo tipo di tecnologia.

Per il tumore della prostata il discorso è completamente diverso e i trattamenti più opportuni sono la laparoscopica, la chirurgia robotica oppure la radioterapia.

Gli studi che hanno portato a validare l’utilizzo di queste metodiche per trattare l’ipertrofia prostatica benigna sono basati sul monitoraggio dei parametri urodinamici, ovvero quei parametri che dicono oggettivamente al medico se una persona urina bene o male al di là della sintomatologia descritta dal paziente.

Tutti gli studi sono concordi nel dire che queste tecniche sono superiori per quei pazienti che sono a rischio di sanguinamenti. Parliamo dunque dei pazienti con disturbi della coagulazione o pazienti che utilizzano farmaci antiaggreganti e anticoagulanti.

Il laser a Olmio (Holmium Laser)

Il fenomeno fisico provocato da questi laser è la “vaporizzazione”.

Esistono 3 tecniche per portare a termine un intervento di disostruzione prostatica tramite il laser a olmio.

L’urologo deve essere a conoscenza di queste tecniche per potere portare a termine la procedura al meglio e eliminare i disturbi urinari (LUTS: Low Urinary tract Symptoms).

Holap: Ablazione/vaporizzazione della prostata con laser ad Olmio

Holrp: Resezione della prostata con laser ad olmio

Holep: Enucleazione della prostata con laser a olmio: la tecnica più efficace è quella dell’enucleazione. Tramite questa tecnica i lobi prostatici sono interamente enucleati per poi essere morcellati nella vescica.

La caratteristica principale dell’Holep è il fatto che essa può essere somministrata a pazienti con prostate piccole, medie e grandi e che può essere somministrata a pazienti in terapia antiaggregante e anticoagulante.

Gli urologi hanno compiuto numerosi studi su queste tecniche dimostrando che i parametri di svuotamento vescicale sono migliori nei pazienti trattati con enucleazione della prostata con laser a olmio.

Le complicanze sono rare e il rischio di dovere re-intervenire è del 1.4%.

L’aspetto che il paziente dovrà tenere in considerazione è che n circa 3/4 dei pazienti si può verificare eiaculazione retrograda.

In sostanza il paziente pur avendo ancora l’orgasmo non emette più lo sperma.

L’ipertrofia prostatica benigna è quindi una patologia che non necessità più di interventi con “taglio”.

Ciò perché anche le prostate di grosse dimensioni possono essere trattate per via endoscopica, seguendo le vie naturali, tramite le tecnologie LASER.

 

 

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